Studiare Diritto Facile

Benvenuto sul blog di Studiare Diritto

Sessione d'esami di successo

Benvenuto nel blog Studiare Diritto Facile. Se sei alla ricerca di consigli e informazioni utili su come studiare diritto più facilmente senza passare i migliori giorni della tua vita a spaccarti la testa sui libri, anche a ridosso di esami molto impegnativi, allora sei nel posto giusto!

È possibile studiare mattoni di centinaia di pagine velocemente, divertendosi e con la certezza matematica di superare l’esame, qualunque esso sia?

Sì, a patto che tu abbia un metodo. A prescindere da quale prova tu debba superare: un esame universitario, un concorso pubblico, l’abilitazione alla professione forense e a prescindere dalle tua inclinazione per la materia, se vuoi davvero avere successo devi comunque avere un metodo.

diritto penale parte speciale

Se hai l’impressione che il diritto penale parte speciale sia una materia difficile da affrontare, molto nozionistica dove spesso, reati molto simili si sovrappongono uno all’altro rischiando di confonderti le idee, leggi con attenzione questo articolo.

Ti darò dei consigli pratici per:

  1. creare dei validi schemi di diritto penale parte speciale, oltre a darti delle indicazioni ti allegherò uno schema che esemplifica il reato di omicidio;
  2. esporre il diritto penale parte speciale al meglio quando devi parlarne in occasione di un esame o di un concorso con l’aiuto del codice (annotato o meno).

diritto-penale-parte-specialeNon importa se dovrai affrontare una prova orale o una prova scritta; in qualsiasi caso il tuo obiettivo è quello di dimostrare di conoscere agevolmente gli elementi strutturali del reato. Per fare questo, paradossalmente, è molto più importante avere ben chiare le basi del diritto penale parte generale che non impararsi a memoria un manuale di diritto penale parte speciale. Questa regola vale soprattutto se nella prova che devi affrontare ti è  concesso l’uso del codice (anche non commentato), come accade nella seconda prova dell’esame di stato di avvocato. Se infatti, hai a disposizione un codice (annotato o meno) e delle buone basi di diritto penale parte generale, fare un buon tema di diritto penale parte speciale sarà piuttosto semplice.

A prescindere da come il tuo manuale tratti la materia c’è solo uno modo per schematizzare ed esporre il diritto penale parte speciale in modo ordinato e compiuto, ecco quali step seguire:

Qualche tempo fa mi ha scritto una ragazza molto affezionata al metodo Studiare Diritto Facile la quale mi ha detto: “sai mi trovo davvero bene con il tuo metodo, però ora sono alle prese con un libro di diritto internazionale sui conflitti armati e non ne vengo fuori. Mi sembra che ci siano solo regole di funzionamento! Mi dai una mano a capire dove sbaglio?

Questa ragazza è solo una delle tante studentesse e studenti che mi scrivono per chiedermi suggerimenti per applicare al meglio il metodo SDF. Con questo articolo voglio darti qualche consiglio pratico per migliorare la tua tecnica e per aiutarti a capire meglio come usare le 11 categorie di cui ti parlo nel video sul metodo. Sapere categorizzare in modo corretto il contenuto del tuo libro non solo è il segreto per ogni successo ma anche è il modo più sensato ed efficace per studiare.

Se, al contrario, finissi per usare solo una o due delle 11 categorie che ti ho indicato la tua attività di schematizzazione sarebbe del tutto vana. Tanto varrebbe non fare neanche gli schemi!

schemi di dirittoDal momento che che fare schemi di diritto è sicuramente impegnativo, è caldamente consigliabile fare bene questo lavoro per non perdere anni preziosi della tua vita.

Se dunque, hai l’impressione che fare schemi di diritto internazionale o di qualsiasi altra materia sia un mega lavoro ma che alla fin fine non serva a molto le cose sono due:

a. o non hai un buon metodo per schematizzare, in questo caso ti consiglio di leggere qui e approfondire il Metodo Studiare Diritto Facile;

b. oppure conosci il Metodo Studiare Diritto Facile ma, poiché hai iniziato ad utilizzarlo da poco, devi ancora perfezionare la tua arte.

In ogni caso non perderti questo articolo.

Con questo articolo ti mostrerò come ho reso facilmente accessibili una manciata di pagine di diritto internazionale sui conflitti armati, letteralmente trasformandole.

Il testo di partenza lo trovi qui. Il libro è Diritto dei conflitti armati di Ronzitti.

schemi di dirittoCome puoi vedere già dal primissimo paragrafo questo testo inizia con una dichiarazione lapidaria: “solo gli obiettivi militari possono essere attaccati“. Questa affermazione come puoi immaginare esprime a tutti gli effetti una regola; come accade in tantissimi casi l’autore ti dice prima la regola e poi … forse… ti darà una definizione. Ma a chiunque verrebbe spontaneo domandarsi: cosa diavolo è un obiettivo militare?

Andando avanti nella lettura l’autore si dilunga nel dirti come vari protocolli mai adottati o ratificati si siano presi la briga di spiegare cosa fosse un obiettivo militare con definizioni ad elenco o di altra natura… insomma va avanti a lungo senza dirti che cosa si debba intendere oggi, in base ai protocolli vigenti per obiettivo militare.

Ora stammi a sentire: questo stile va bene per l’autore del libro ma non va bene per te all’esame quindi inizia con il fare ordine. Come?

Così:
schemi di diritto

In primo luogo ricorda: non sei pronto per dare una definizione ci possono essere solo due motivi:

a. dare una definizione non serve perché sarebbe tautologico;

b. non si riesce a dare una definizione perché questa è poco chiara anche agli addetti ai lavori.

Qualunque sia la tua evenienza tu devi metterla in chiaro subito. Solo così potrai metterti a riparo da qualsiasi critica in ordine a una esposizione poco ficcante o illogica.

Da qui in poi identifica e atomizza ogni singolo concetto; se vuoi vedere come lo ho fatto io con i primi paragrafi di questo libro non esitare e clicca qui.

Buona lettura!

Ciao

 

prendere-30-e-lodeSe sei alla ricerca di un voto d’eccellenza questo articolo fa a caso suo.

Qualche settimana fa una studentessa mi ha chiesto qualche consiglio per riuscire a prendere 30 e lode.

Premetto che ritengo importante avere una buona media all’Università ma sconsiglio di impazzire per un 30 o per una lode rifiutando l’esame per 2 o 3 volte. Questo è contro producente. Potrebbe infastidire il vostro docente che a forza di vedervi rifiutare diventerà con voi sempre più severo, ma – e questo è molto peggio – vi farà perdere una quantità di tempo esorbitante!

Fare un esame 3 volte vuol dire rimanere inchiodati nella prigione del monopoli per ben tre giri, mentre tutto il resto dei giocatori continua ad avanzare con le sue pedine e ad acquistare i poderi più redditizi.

Ricordati che una volta approdato nel mondo del lavoro nessuno ti chiederà se in diritto canonico hai preso 27, 28 o 30 e lode. Questo vale non solo per il diritto canonico, sia chiaro! Vale per ogni materia. La cosa più importante al giorno d’oggi è laurearsi velocemente. Meglio qualche trenta in meno e laureati in corso che un libretto zeppo di lodi e la laurea a 33 anni.

Quindi ricapitolando: cercare di prendere 30 e lode è più che lecito, ma se questo voto non arriva al primo colpo, poco male; metti da parte l’orgoglio e prosegui con l’esame successivo. Tieni inoltre bene a mente che il fatto che tu possa arrivare a laurearti senza avere mai preso uno straccio di lode non fa di te una persona indegna di tale elogio.

Non permettere a nessuno (neppure a te stesso) di pensare che il tuo valore è stabilito dal numero di 30 che hai nel libretto.

Fatta questa doverosa premessa, ritengo più che lecito puntare al massimo e ambire alla lode, soprattutto per chi fa lo studente di professione, non ha un lavoro da onorare, figli da portare a scuola o altre validissime ragioni che possono rendere lo studio un’attività da svolgere nei ritagli di tempo.

I 3 segreti per prendere 30 e lode in un esame di diritto, non sono invero poi così segreti. Si tratta di regole di buon senso. Prima di vederle ricorda però una cosa importantissima.

Raggiungere la lode o qualsiasi altra votazione di eccellenza ti impone prima di qualsiasi altra cosa di dotarti di un metodo di studio rigoroso.

Il primo doveroso punto di partenza è quindi accertarti di avere un Metodo di studio degno di essere chiamato tale. Se non ne sei ancora sicuro o vuoi metterti alla prova ti invito a cliccare qui.

prendere-30-e-lodeUna volta appurato di avere già in tasca gli strumenti necessari per raggiungere buoni risultati, vediamo quali sono i “segreti” per ottenerne di eccellenti:

  1. scovare e assecondare il narcisismo del tuo docente;
  2. partecipare alle lezioni con manifesta dedizione e vivo interesse;
  3. dimostrare all’esame di avere “qualcosa in più”…

Vuoi scoprire di più in merito a questi tre punti? Non ti resta che vedere il video qui sotto. Buona visione!

prendere-30-e-lode

studiare-diritto-metodoChi ha avuto modo di conoscermi e partecipare al primo Workshop SDF lo sa:

avrei sempre voluto creare una community di studenti che sapessero usare il metodo SDF e potessero scambiarsi materiale fra loro dividendosi così le fatiche dello studio.

Della serie: tu mi dai i singoli contratti schematizzati dal Galgano e io ti do le obbligazioni! Ed ecco fatto, invece di dover leggere 150 pagine di manuale ho in mano 20 pagine secche di schemi fatti con il Metodo.

Trovare partner di lavoro affidabili non è semplice al giorno d’oggi, soprattutto per chi non ha la possibilità di frequentare lezioni o corsi e conoscere compagni di sventura o avventura.

Per questo motivo ho creato Studiare Diritto Facile Cooperation, un gruppo FB chiuso in cui tutto il popolo di Studiare Diritto Facile possa cercare compagnucci di studio e collaborare proficuamente.

Ovviamente per rendere il più possibile operativo ed efficiente questo sistema è fondamentale che chi entra a fare parte del Gruppo sappia usare il metodo e cerchi di perfezionarlo costantemente. Per fare questo avete a disposizione l’e-book, i video del canale You Tube e tutte le altre risorse che metterò a vostra disposizione (presto anche un video corso completo di esercitazioni!).

Per sapere di più in merito a Studiare Diritto Facile Cooperation ti invito a guardare questo video:

Studiare-diritto-facile

Se vuoi invece iscriverti al gruppo clicca qui o nell’immagine sotto:

cooperation

Buona cooperazione a tutti!

Finalmente vedi la luce in fondo al tunnel, gli esami sono finiti o stanno finendo ed è arrivato il momento di scrivere la tesi di laurea. La tesi di laurea è una specie di passaporto verso la libertà, purtroppo però non per tutti si tratta di una pratica facile da evadere.

Per molti diventa un vero e proprio scoglio come lo sono stati i più grossi esami. In tanti casi questo è il primo elaborato consistente di tua produzione e non sai bene da che parte cominciare. Come si sceglie il titolo della tesi di laurea? Cosa vuol dire sostenere una tesi? Cosa si aspetta da te il professore?

tesi-laureaSu questo argomento è stato scritto molto; il lavoro più famoso è il libro di Umberto Eco “Come si fa una tesi di laurea”, cercando in internet puoi trovarlo anche in formato PDF edito dalla Bompiani. Il suo lavoro è dedicato alla tesi di laurea per le materie umanistiche; già qui si tratterebbe di capire se il diritto sia o meno una materia umanistica. Mettiamola così: sicuramente il libro di Eco dà tantissimi consigli interessanti e evidenzia i capisaldi di un lavoro ben fatto, certo è che il saggio è più indicato per chi deve scrivere una tesi di laurea in filosofia piuttosto che in diritto commerciale.

Se hai a disposizione abbastanza tempo per dedicarti alla lettura di questo manualetto di 250 pagine credimi non sarà tempo sprecato.

Se invece hai bisogno di qualcosa di più veloce ti segnalo il contributo di una docente di Lettere dell’Università di Padova. Lo puoi scaricare cliccando qui. Anche questo contributo non è specifico per il diritto ma mi sembra dia tantissimi suggerimenti operativi di importanza vitale.

Bene, a questo punto se vuoi capire come scrivere una tesi di giurisprudenza non ti resta che proseguire nella lettura di questo articolo e, soprattutto, non ti resta che dare un occhio al video che ho preparato per te.

Come al solito, non ho la pretesa di esaurire esaustivamente in pochi minuti un argomento complesso che hanno già affrontato egregiamente persone ben più illustri di me. Del resto non sono un accademico, un professore e non ho neppure all’attivo dottorati di ricerca… Proprio per questo motivo mi limiterò a esaminare con te quelli che, a mio avviso, sono i 5 step salienti per realizzare la tesi, descrivendoti le problematiche, il metodo e le implicazioni di ciascuno di essi.

tesi-laurea-1Questi 5 step sono:

  1. la scelta della materia: ovvero come capire quale materia faccia a caso tuo;

  2. la scelta della domanda di ricerca: ovvero a quale domanda la tua tesi cercherà di dare risposa;

  3. valutare la fattibilità della domanda di ricerca: ovvero capire se stai per scrivere una tesi di laurea o se, invece, stai per intraprendere un viaggio senza ritorno con la compagnia dell’anello;

  4. la ricerca e la catalogazione del materiale;

  5. l’organizzazione del progetto.

Nel video che trovi qui di seguito esploro ciascun punto alla volta attraverso l’aiuto di uno schema che puoi scaricare qui. A questo punto non mi resta che augurarti: buona visione!

tesi-di-laurea

riforma-costituzionaleLa riforma costituzionale è ormai ad un passo dal vaglio definitivo. Tra una manciata di giorni infatti, saremo chiamati a pronunciarci sul quesito referendario che potrebbe portare ad una ridefinizione di alcuni tratti salienti della nostra Costituzione.

Ma quanti di noi hanno le idee chiare su questa riforma costituzionale?

Quanti di noi hanno letto nel dettaglio il testo della riforma costituzionale pubblicato nella gazzetta ufficiale?

Quanti di noi hanno deciso di votare sì alla riforma perché la ritengono tecnicamente apprezzabile?

Quanti invece voteranno no perché la trovano tecnicamente inaccettabile?

Quanti hanno capito realmente la portata del quesito referendario?

La verità è che quando si devono adottare decisioni importanti, soprattutto tramite lo strumento del referendum, la materia è così tecnica che addirittura gli stessi operatori del settore fanno fatica a capire cosa sia meglio. Figuriamoci i non addetti ai lavori!

Il risultato di questa situazione è che la maggior parte dei cittadini finiscono per rimanere in balia del dibattito, più mediatico che tecnico, dei vari comitati per il sì e per il no. Come non capirli del resto?!

Ti sembra più comprensibile questo…

riforma-costituzionale

oppure questo?

Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione. La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo. Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato.

 

Ti è più chiaro questo:

riforma-costituzionale

o questo?

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di in – compatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi appro – vate a norma del presente comma.

 

Che ci piaccia o no, da che mondo è mondo, un centinaio di articoli della nostra carta costituzionale scritti in giuridichese stretto restano molto più oscuri e inaccessibili di un bello slogan propagandistico, ragionato da esperti del marketing politico.

Purtroppo però quello che il referendum ci chiede di approvare o meno non è la visione interpretativa di un esperto marketing ma un insieme di norme dal contenuto ben preciso, i cui eventuali risvolti nel nostro ordinamento giuridico li potrà dire, semmai, solo la storia.

Se vuoi entrare a fare parte della cerchia di cittadini che non si fa abbagliare dalla propaganda e dalle motivazioni per il Si o per il No, declamate come gli sconti sul formaggio al supermercato… non perderti questo articolo!

Ieri sera, assieme ad una collega ho avuto l’onore di essere invitata da zelanti studenti del Liceo Scientifico “Tito Caro” di Cittadella a parlare della riforma costituzionale. Questi ragazzi, che di senso civico “ne hanno da vendere”, hanno deciso di non lasciarsi travolgere dal caos mediatico e di farsi un’opinione propria; la loro richiesta è stata quindi quella di avere una disamina della riforma costituzionale:

  1. non in stretto giuridichese, che fosse cioè comprensibile anche per i non addetti ai lavori;
  2. non politicamente schierata (anche perché la propaganda politica non è consentita all’interno delle scuole!).

Ecco quindi quello che io e la mia collega avv. Diana Michelazzo, abbiamo cercato di fare. Testo della riforma alla mano, ce lo siamo studiate e abbiamo cercato di capirci qualcosa… per poterlo conseguentemente spiegare a questi ragazzi, ai loro genitori e ai docenti. Necessariamente la missione, per ragioni di tempo e per l’assenza di conoscenze di diritto costituzionale dettagliate della platea, ci ha imposto: da un lato una semplificazione dei contenuti, dall’altro lato il richiamo di alcune nozioni di base. Il prodotto è stato un convegno di un paio d’ore in cui sono state esaminate, con l’aiuto delle domande dei presenti, le novità principali della riforma costituzionale a partire dal testo costituzionale.

Per facilitare il compito abbiamo fatto delle slide, che puoi scaricare cliccando qui oppure sull’immagine sotto riportata:

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Nella speranza che anche tu il 4 Dicembre possa votare consapevolmente, ecco il video del convegno di ieri sera, buona visione!

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riforma-del-senatoLa riforma della costituzione che sarà oggetto di referendum il 4 Dicembre prossimo è anche e soprattutto una riforma del senato. Dopo quasi un secolo di bicameralismo perfetto infatti, la Repubblica potrebbe virare verso un bicameralismo attenuato o comunque parziale.

Senza entrare nel merito della bontà di questa possibile novità ho quindi voluto fare un video per spiegare brevemente in cosa consiste la riforma del senato: quale sarà, in sostanza, il nuovo volto della camera alta?

Difficile dirlo in assenza del regolamento che dovrebbe disciplinare il possibile nuovo organo; tuttavia merita di essere tracciata e conosciuta (soprattutto in vista del referendum del 4 Dicembre) almeno in linea generale, la fisionomia di questo ramo del parlamento e soprattutto il ruolo che rivestirà nel nuovo procedimento legislativo (ammesso e non concesso che la riforma vi sarà).

Prima di passare al video ecco qualche dato utile per giuristi e non:

a. cliccando qui potete trovare il testo comparativo ufficiale della vecchia costituzione con a lato la proposta di modifica;

b. cliccando su pag. 1 e su pag. 2, potrete invece scaricare gli schemi delle due pagine di lavagna che seguo nel video per la trattazione dell’argomento;

c. se non ve ne siete ancora preoccupati, infine, questo è il testo del quesito referendario a cui Domenica 4 Dicembre dovremo dire Si o No:

“Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ‘disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Direi che è tutto: buona visione!

riforma-del-senato

campobasso-diritto-commercialeSto ricevendo in questi giorni innumerevoli richieste di aiuto da sedicenti studenti disperati in vista di imminenti esami di diritto commerciale. L’S.O.S. potrebbe essere riassunto proprio così “Aiuto: Campobasso diritto commerciale”!

Gli esami in questione, come puoi ben capire verterebbero sul noto manuale Campobasso diritto commerciale.

Mio malgrado, non posso definirmi certo un luminare di diritto commerciale… al contrario!

Anche io ho dato questo esame sul Campobasso diritto commerciale : l’esperienza è stata traumatica ed i risultati scarsi. Per fortuna è passato del tempo e ho capito giusto un paio di cose … Vista dunque l’insistenza di tanti studenti voglio avventurarmi nell’ardito tentativo di dare qualche input per lo studio, tramite uno dei miei soliti video.

A questo proposito, segnalo fin da subito che non sono ancora riuscita a mettere a punto una formula magica in grado di infilare  in testa agli studenti di giurisprudenza complesse nozioni in materia di Società, proprietà intellettuale, azienda, bilancio, singoli contratti ecc. Di nuovo, la dura realtà è che chi deve studiare “ventre a terra” sei tu.

campobasso-diritto-commercialeSe questa è la cattiva notizia, però, la buona notizia è che qualche dritta per facilitarti la vita la ho. Sostanzialmente si tratta di:

  1. capire fin da subito, quali sono le distinzioni fondamentali in questa materia;
  2. sapere in modo inequivocabile che il diritto commerciale nasce come una costola del nostro codice civile, questo corpus normativo dovrà quindi essere il punto di partenza. Se vuoi saperne di più apri il codice civile e dai un occhio al libro V oppure scarica questo breve riassunto qui;
  3. renderti conto che il Campobasso è un manuale tanto ben fatto quanto complesso, pregno di concetti incomprensibili… per questa ragione non puoi permetterti di non capire neanche una singola parola. Devi andare a fondo di ogni frase, per quanto sia ostica o lontana dalla tua realtà;
  4. avere ben chiaro che la disciplina delle Società tanto di persone quanto di capitali è un articolato insieme di rimandi; cosicché finisci per non sapere un gran ché di S.a.s. se prima non hai ben chiaro come funziona la Società semplice e la S.n.c. Ancora, non puoi dire di avere le idee chiare in materia di cooperative se non hai capito per filo e per segno come funzionano la S.p.a. e la S.r.l. Non sottovalutare quindi i richiami tra le varie discipline ed impara a dominarli. Per aiutarti in questa operazione ho preparato una tavola sinottica che, se domani dovessi affrontare io un qualsiasi esame di diritto commerciale, mi assicurerei di sapere come l’Ave Maria (o un versetto coranico per chi non è cattolico);
  5. utilizzare oggi, ora e sempre un metodo a prova di stupido per sminuzzare questa materia complessa in tanti piccoli concetti che anche un paracarro potrebbe assimilare senza difficoltà. Se non fai questo il diritto commerciale resterà per te una scienza inevitabilmente oscura.

Il metodo è sempre il solito, ovvero quello di Studiare Diritto Facile.

Di nuovo però c’è che, per tentare di chiarire ancora una volta cosa intendo per applicare il metodo ho realizzato:

  1. un esempio pratico di categorizzazione della materia tramite l’uso delle categorie giuridiche;

  2. un esempio di schema su tale categorizzazione.

Bando alle ciance, è ora di mettersi al lavoro. Ecco il video:
campobasso-diritto-commerciale

Anche tu ti stai chiedendo se, in vista degli scritti di dicembre sia necessario studiare procedura (civile o penale…. o addirittura entrambe nel caso tu non sappia ancora quale atto farai alla terza prova)?

Se si, allora ecco cosa devi sapere.

Qualche giorno fa un candidato agli scritti mi ha chiesto se secondo me fosse o meno necessario fare un ripasso di procedura civile, precisandomi che lui durante la pratica aveva fatto molto poco giudiziale e che, pertanto non ricordava quasi nulla di quanto aveva studiato all’Università. A peggiorare la situazione c’era poi il fatto che medio tempore era intervenuta qualche modifica del processo civile e delle esecuzioni: il dubbio amletico era dunque “riprendere o non riprendere in mano i vecchi manuali (e magari anche qualche manuale aggiornato)”?

Ho deciso di dare una breve video risposta, dal momento che la tematica mi sembra di interesse condiviso!

Per vedere il video clicca qui:

procedura esame scritto avvocato

Se vuoi avere maggiori informazioni sul Formulario ragionato di cui parlo nel video, clicca invece qui!

esame-avvocato

In bocca al lupo!

Silvia

 

 

12 Settembre 2016… Oggi inizia la scuola… non per te! Quest’anno finalmente inizi una nuova avventura, le scuole superiori sono un lontano ricordo e tu puoi goderti ancora qualche settimana prima dell’inizio delle lezioni universitarie. Ma sei veramente pronto a farlo? Conosci le 5 regole per iniziare col piede giusto?

Il rischio da non correre

A settembre ancora in ferie… Bella vita fanno gli universitari no? Beh, di sicuro ci sono molti lati positivi… la vita fuori casa per alcuni, meno ore complessive di lezioni, niente compiti e interrogazioni ogni settimana, controlli minimi o inesistenti sulla frequenza, nessuna giustificazione o permesso d’uscita per i ritardi e le assenze e ovviamente niente pagella! Insomma un piacevole profumo di libertà! Tuttavia, io che ho a cuore il tuo successo come quello dei tanti studenti che seguono il mio blog e il mio canale youtube, ho il dovere morale di dirti che dietro a questa libertà si annida una grande insidia, un rischio che non devi assolutamente correre: quello di restare intrappolato anni all’università e uscirne con estrema fatica ultra-trentenne, stanco, malridotto e coi capelli venati di bianco o peggio ancora abbandonarla senza aver conseguito il titolo di studio previsto.

Il successo negli studi, per gruppo di corsi universitari per 100 immatricolati.
Il successo negli studi, per gruppo di corsi universitari per 100 immatricolati.
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