Studiare Diritto Facile

Categoria: Sbocchi Giurisprudenza

Nonostante sia pieno Agosto, se stai pensando di iscriverti a giurisprudenza o se presto o tardi conseguirai una laurea in giurisprudenza, è meglio per te non abbassare la guardia.

Come forse saprai fare l’avvocato oggi non è più come un tempo… 30 anni fa essere avvocato significava successo e soddisfazioni professionali praticamente garantite. Allo stato attuale le cose sono molto cambiate e, in tantissimi casi, fare l’avvocato rischia di essere meno appagante ed economicamente meno remunerativo di professioni quali il commesso, l’impiegato di azienda o il cassiere.

Proprio per questa ragione, se non hai una forte vocazione per la professione di avvocato o per un’altra professione legale classica (magistrato, notaio, giurista di impresa), non puoi non valutare che cosa offre oggi giorno il mercato del lavoro ai laureati di giurisprudenza.

laurea-giurisprudenza-assicurativo2Con l’articolo di oggi, in particolare, voglio parlare delle prospettive nel settore assicurativo…

Non lo farò io personalmente dal momento che, mio malgrado, conosco poco questo mondo. Lo farò con l’aiuto di un amico ed esperto del settore: Salvatore Infantino.

Salvatore è Autore del manuale “L’Intermediario Assicurativo e Riassicurativo – Manuale completo per la prova scritta e orale per l’iscrizione al RUI sezioni A e B” – Edizioni Giuridiche Simone, Fondatore e Amministratore di Insurance Lab – Formazione Assicurativa, Leader nei Corsi di Preparazione all’Esame IVASS per Agente e Broker di Assicurazione oltre ad essere consulente di una nota azienda del settore del lusso.

Ho posto a Salvatore una semplice domanda: “mi puoi dire quali sono gli sbocchi professionali nel settore assicurativo per un laureato in giurisprudenza?”

Ti riporto di seguito la sua esaustiva risposta e i suoi numerosi consigli!

Il settore assicurativo può considerarsi a pieno titolo uno degli sbocchi naturali per un laureato in giurisprudenza. Vi sono infatti numerose professionalità all’interno di questo settore nelle Compagnie Assicurative sia tra gli intermediari (agenti e broker) che si occupano della distribuzione delle polizze assicurative.

Vediamo di seguito quali sono le occupazioni che richiedono una laurea in giurisprudenza o per le quali tale laurea costituisce un valore aggiunto:

Come ho già fatto con un precedente articolo, dedico oggi un po’ di spazio a tutti coloro che sono alla disperata ricerca di una strada da percorrere dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza.

In particolare mi riferisco soprattutto a coloro che non muoiono dalla voglia di intraprendere i percorsi tradizionali di avvocato, magistrato, notaio ecc.

Notoriamente se hai una laurea in giurisprudenza ci si aspetta che tu, presto o tardi, assuma una delle sopraccitate qualifiche professionali. Queste sono le più pubblicizzate quanto meno! La cosa però che nessuno pubblicizza è che con la laurea in giurisprudenza si possono fare varie altre cose…

laurea_giurisprudenzaOggi in particolare voglio parlarti di un giurista che fa il “Compliance and AML/FT Specialist”.

Ti starai probabilmente domandando che cosa significhi questa complessa etichetta anglosassone.

Bene, se sei curioso allora leggi l’intervista di Alberto Rosa che gentilmente si è prestato per raccontarci cosa ha fatto lui con la sua laurea in giurisprudenza!

Quale è la tua professione?
L’etichetta dice Compliance and AML/FT Specialist, inevitabilmente in lingua straniera poiché la normativa che sta dietro l’etichetta è quasi tutta di produzione originale internazionale. Semplificando, in concreto mi occupo di conformità normativa per un importante gruppo bancario europeo, con attenzione speciale agli ambiti dell’antiriciclaggio, del contrasto al finanziamento del terrorismo e degli embarghi o sanzioni internazionali che interessano i commerci globali.
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Alberto Rosa

La tua giornata lavorativa tipo: in altri termini in cosa consiste fare il tuo lavoro?

Studio le normative nazionali, comunitarie, statunitensi e dell’ONU per garantire che i processi e le procedure aziendali siano conformi alle disposizioni applicabili al settore bancario. Il contesto geopolitico e sociale complesso nel quale, purtroppo, viviamo ha elevato il rischio connesso all’attività tipica di una banca. Le banche si devono confrontare sempre più non soltanto con la valutazione e la misura dei rischi tradizionali per tale settore, ad esempio il rischio di credito, ma devono porre la stessa attenzione nel gestire, in modo efficace ed efficiente, i rischi di non essere, anche inconsapevolmente, conformi alle normative che regolano gli ambiti in cui esercitano il proprio mestiere.
Come si diventa Compliance and AML/FT Specialist?
La laurea in Giurisprudenza, in Economia, magari con la curiosità per temi internazionali, sono un punto di partenza credo necessario. Così come pure la laurea in Scienza politiche. In ambito aziendale, qualunque sia il settore, l’area di riferimento è quella della Compliance, intesa come funzione di controllo. In Italia è una materia che ha una autonomia da nemmeno dieci anni, anche se come metodologia e prospettiva esiste da molto più tempo e mutua tecniche di ricerca ed analisi dai settori più disparati. Nella mia esperienza, umana e professionale, chi vuole “lavorare nella compliance” dovrebbe essere curioso, aperto, disposto a cambiare punto di osservazione, con ben chiare le norme di riferimento e lo spirito delle stesse, approfondire argomenti che sembrano distanti dalle pratiche quotidiane nel breve periodo, ma che possono risultare determinanti in prospettiva… E ricordarsi che la compliance non coincide con il rispetto della burocrazia, ma è una leva per proteggere e valorizzare la reputazione, che, specie in tempi di incertezza, è alla base del successo aziendale.
Poi, apprezzare il caffè non guasta.
laurea_giurisprudenza_2La cosa più bella secondo te di questa professione
Viaggiare, anche idealmente, su ogni riga letta o scritta, su ogni telefonata. Confrontarsi. Lavorare per una realtà internazionale aiuta molto, specie nei primi anni di professione, a trovare la propria giusta dimensione, facendo esperienza. È un lavoro complesso, in ogni momento è necessario mettersi in gioco, anche perché focalizzarsi non significa fossilizzarsi. È una professione che non si impara in molti momenti spesi a studiare solo sui libri, o meglio: i libri sono completati dalla realtà viva. Faccio un esempio che può risultare bizzarro: il mio fruttivendolo pakistano spiega la normativa che regola l’import di frutta dal Medio Oriente meglio di un commentario legale.
La cosa più brutta secondo te di questa professione
Appiattirsi sulla burocrazia, intendere la legge come un limite soltanto. Subire gli eccessi di tensione, inevitabili, specie in un contesto spigoloso come l’attuale. C’è questo rischio. E se accade è meglio chiudere tutto e fare due passi. Se accade troppo spesso, è meglio prolungare la passeggiata verso altre mete.
Quali competenze e aspetti della tua formazione dovrebbe curare particolarmente chi vuole intraprendere questa professione?
Comprendere il senso, lo spirito, le finalità delle norme. Sviluppare la capacità di analisi sia delle disposizioni normative, sia dei meccanismi bancari o aziendali. Conoscere i metodi di controllo e monitoraggio dell’operatività della clientela. Conoscere le lingue, il mondo digitale, intendo: saperli utilizzare.
Un consiglio a chi vuole intraprendere questa carriera
Non mollare alla prima salita. Avere molta pazienza, non rassegnarsi però. Essere curiosi, semplici e concreti. Preferire il buon senso della mente alla rigidità incondizionata. E ciò che mi ha detto quello che considero il mio primo vero maestro “Non iniziare nessuna cosa, prima di aver eliminato la tensione“, credo valga ovunque.
laurea-giurisprudenzaGrazie ad Alberto per i suoi preziosi consigli e il suo buon umore! Fare un lavoro che non ti abbruttisce e ti fa conservare la voglia di qualche battuta è certamente impagabile. Ho apprezzato soprattutto la grande verità sul suo fruttivendolo pakistano. L’ennesima conferma per chi studia diritto che:

poche idee chiare e concrete su come vanno le cose valgono molto di più mille pagine di manuale scritti a paroloni aulici da insigni sconosciuti.

Continuate a studiare… IN MODO RAGIONEVOLE!

 

laurea-in-giurisprudenzaQuesto articolo è per tutti coloro che si sono iscritti a giurisprudenza perché: “se faccio lettere resto disoccupato ma la matematica non mi piace”.

Questo articolo è per tutti coloro che stanno per conseguire una laurea in giurisprudenza ma… non sono sicuro di voler fare l’avvocato.

Questo articolo è soprattutto per chi sta valutando di iscriversi a giurisprudenza.

Con questo articolo voglio iniziare a spiegare cosa si può fare con una laurea in giurisprudenza.

Per farlo non mi “sbrodolerò” riportandovi le statistiche degli impieghi più gettonati per chi ha conseguito una laurea in giurisprudenza, cercherò di dare voce a vari professionisti legali perché spieghino cosa hanno fatto con la loro laurea in giurisprudenza.

Il primo di questi professionisti si chiama Fabio ed è un magistrato ordinario in tirocinio.

Ho deciso di fargli una breve intervista per farmi raccontare quale percorso deve affrontare chi desidera intraprendere la carriera di magistratura, che tipo di lavoro svolge in concreto e quali attitudini sono necessarie per svolgerlo al meglio. A questa intervista ne seguiranno altre, rivolte a giuristi delle più svariate “estrazioni”, tutte con l’obiettivo di aiutare chi ha studiato giurisprudenza, chi la sta ancora studiando e chi vorrebbe studiarla, a capire cosa può fare con questo titolo.

Se, infatti, intraprendi questo percorso di studi già focalizzato su un determinato obiettivo potrai concentrare tutte le tue forze per raggiungerlo, scegliendo consapevolmente di:

  • inserire nel tuo piano di studi determinati esami opzionali piuttosto che altri;
  • applicare fin da subito un metodo di studio idoneo al perseguimento dei tuoi obiettivi;
  • fare determinate esperienze formative durante l’università;
  • svolgere un tirocionio/stage/periodo di pratica mirato…

Insomma, potrai arrivare alla laurea, davvero “pronto” per ciò che ti aspetta, senza il rischio di commettere passi falsi o comunque di scegliere una professione come “ripiego” perché “non sapevi” o “nessuno ti aveva detto…”.

laurea-in-giurisprudenzaEcco dunque cosa mi ha raccontato Fabio, che ringrazio nuovamente per il tempo che mi ha dedicato!

 Come si svolge la tua giornata lavorativa tipo: in altri termini in cosa consiste fare il magistrato?
L’attività del magistrato dipende dal tipo di carriera che si sceglie.
Parliamo qui di magistratura ordinaria, e quindi dei magistrati che si occupano di diritto civile e di diritto penale, poiché la magistratura amministrativa e quella contabile hanno concorsi separati.
Un primo tipo di carriera è quella giudicante, nella quale si è chiamati a decidere le controversie tra i privati (giudice civile) o a giudicare coloro che hanno commesso reati, al fine di accertarne la responsabilità e di determinare, in caso di colpevolezza, la pena (giudice penale).
L’attività principale del giudice consiste nella celebrazione delle udienze, che possono essere monocratiche oppure collegiali, e nella redazione di sentenze e di altri provvedimenti decisori.
Carriere particolari sono quelle della magistratura di sorveglianza, che si occupa di questioni relative all’espiazione della pena, e dei giudici minorili, che invece sono chiamati a decidere su controversie civili riguardanti minori (adozione, provvedimenti relativi alla responsabilità genitoriale, procedimenti per il rientro di minori portati all’estero senza autorizzazione del genitore, ecc.) e sui reati commessi da soggetti di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
Un secondo tipo di carriera è quella dei Pubblici Ministeri, che svolgono la propria attività principalmente, anche se non esclusivamente, nel ramo del diritto penale.
Il Pubblico Ministero, dopo aver acquisito una notizia di reato, ha il compito di svolgere le indagini raccogliendo gli elementi di prova per individuare i soggetti da sottoporre a processo penale, avvalendosi anche della collaborazione della polizia giudiziaria.
Nella giornata tipo di un P.M. la collaborazione con la polizia giudiziaria occupa un posto importantissimo, perché il P.M. dirige e coordina le attività di indagine svolta dalla polizia e può anche delegare lo svolgimento di certi atti investigativi.
Chiuse le indagini, il P.M. chiederà o l’archiviazione del procedimento, se mancano elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio, oppure il rinvio a giudizio, se invece tali elementi vi sono: un secondo tipo di attività, dunque, consiste nella redazione delle richieste di archiviazione e di rinvio a giudizio.
Un terzo tipo di attività è la formulazione delle richieste di misure cautelari, e quindi chiedere che, nei casi previsti dalla legge e prima dell’esito del giudizio, il giudice disponga una misura provvisoria ed urgente di limitazione della libertà personale o il sequestro di cose o per ragioni probatorie o per evitare che siano commessi nuovi reati o per assicurare che vi siano beni che garantiscano il risarcimento del danno alle persone offese dal reato.
È importante ricordare che, periodicamente e alternandosi con i colleghi che appartengono allo stesso ufficio, il P.M. è chiamato a svolgere il cosiddetto “turno”, in cui egli è prontamente reperibile, anche nei giorni festivi e in orario notturno, per affrontare le urgenze che possono capitare.
Principalmente, durante il turno, il P.M. è chiamato a svolgere le formalità successive all’arresto dei soggetti che vengono colti nella fragranza di reato, e quindi deve interrogare l’arrestato e poi decidere se disporne l’immediata liberazione o se chiedere la convalida dell’arresto, unitamente all’applicazione di una misura cautelare.
Egli, inoltre, e sempre che ne sussistano i presupposti, convalida le perquisizioni e dei sequestri a cui procede d’urgenza la polizia giudiziaria e, in caso di notizie di reato che abbiano ad oggetto la morte di una persona, dispone gli accertamenti urgenti che si rendono necessari (principalmente l’autopsia).
Meno frequente, come ho accennato, è incontrare il P.M. nell’ambito dei procedimenti civili, in relazione ai quali l’attività principale consiste nella formulazione di pareri e di conclusioni.
A prescindere dal tipo di carriera che si sceglie, nella vita quotidiana del magistrato è fondamentale il confronto con i colleghi, specie quelli più esperti, e lo svolgimento di attività di formazione, che consentono di rimanere aggiornati in un mondo che, come quello giuridico, cambia molto frequentemente.
laurea-in-giurisprudenzaCome si diventa magistrato?
Per diventare magistrato ordinario occorre superare un concorso pubblico che in linea di massima viene bandito ogni anno e che è di “secondo livello”, nel senso che occorre avere un altro titolo oltre alla laurea: questo, in linea di massima, può essere o il diploma della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali o il dottorato di ricerca o il superamento dell’esame di avvocato o lo svolgimento di un tirocinio presso gli uffici giudiziari ai sensi del d.l. n. 69/2013 o il possesso di una determinata qualifica dirigenziale nella Pubblica Amministrazione.
L’esame scritto si tiene di regola alla Fiera di Roma e consiste nella redazione di tre temi nelle materie del diritto civile, del diritto penale e del diritto amministrativo.
All’esito degli scritti è promosso chi riporta la sufficienza in ognuno dei tre compiti: il voto è espresso in ventesimi e il minimo è per ogni elaborato 12/20, mentre complessivamente 36/60.
Allo scritto segue l’orale, che si tiene presso il Ministero della Giustizia a Roma e che verte sulle seguenti materie: diritto civile ed elementi di diritto romano; diritto penale (parte generale e parte speciale); procedura civile; procedura penale; diritto commerciale e fallimentare; diritto del lavoro e della previdenza sociale; diritto costituzionale, amministrativo e tributario; diritto dell’unione europea; diritto internazionale pubblico e privato, sostanziale e processuale; informatica giuridica.
C’è anche un colloquio in una lingua straniera prescelta dal candidato, che però non presenta particolari difficoltà.
Successivamente all’orale, viene approvata la graduatoria e inizia il tirocinio che si suddivide in due fasi.
I primi dodici mesi sono chiamati “tirocinio generico”, e si trascorre un periodo in sede giudicante penale, un periodo in sede giudicante civile e un altro in Procura della Repubblica.
Al termine di questo primo periodo il tirocinante è chiamato a scegliere la sede dove presterà servizio e la funzione (giudicante o requirente), sulla base di un elenco di sedi disponibili stilato dal CSM: i primi classificati in graduatoria hanno ovviamente priorità di scelta rispetto agli altri.
I successivi sei mesi vengono chiamati “tirocinio mirato”, e il tirocinante svolgerà esclusivamente le funzioni che presterà una volta entrato in servizio.
Durante entrambi questi periodi, il tirocinante deve frequentare anche degli appositi periodi di formazione presso la Scuola Superiore della Magistratura, che ha sede a Scandicci, vicino a Firenze.
Al termine dei diciotto mesi, se il periodo di formazione ha avuto esito positivo, il tirocinante prenderà le funzioni prescelte; diversamente, egli dovrà ripetere il tirocinio, per un anno, al termine del quale o ottiene una valutazione positiva, oppure viene destituito dal servizio.
La cosa più bella secondo te di questa professione
Direi la sensazione di contribuire con il proprio operato alla costruzione di una società più giusta, che metta al centro il valore della persona umana.
Inoltre, il contatto con le persone e con il loro vissuto: ogni persona che si rivolge alla giustizia ha una storia, chiede di essere tutelata, e ha diritto di esserlo.
La cosa più brutta secondo te di questa professione
Direi che si tratta di una professione particolarmente impegnativa in termini di tempo e che rischia di lasciarti poco spazio per coltivare altri aspetti della vita quotidiana.
Credo, però, che questo aspetto negativo possa essere adeguatamente affrontato con l’esperienza e con un’adeguata organizzazione.
Accanto a questo, inoltre, vi è la consapevolezza che si tratta di un mestiere che ha a che fare con la vita delle persone e che richiede molta responsabilità e che per questo occorre sempre stare attenti ad operare correttamente.
laurea-in-giurisprudenzaQuali competenze e aspetti della tua formazione dovrebbe curare particolarmente chi vuole intraprendere questa professione?
È fondamentale innanzitutto rimanere sempre aggiornati e poi essere come dei “bambini curiosi”, nel senso di essere sempre desiderosi di approfondire e di cogliere i profili problematici e di interdisciplinarietà degli istituti giuridici.
Poi direi la capacità di schematizzare e di sintetizzare, redigendo delle schede illustrative per ogni questione che viene approfondita e che consentono di avere un quadro sufficientemente completo per ogni problematica che viene affrontata e che potrebbe uscire in sede di concorso.
Un consiglio a chi vuole intraprendere questa carriera
Mi permetto di dare anche più di un consiglio.
Il primo è quello di non rinunciare mai a perseguire i propri sogni, e di non arrendersi mai, perché le fatiche e la dedizione vengono sempre ripagate.
Il secondo è quello di circondarsi di amici e di persone che ti possono sostenere nei momenti di crisi, perché la cosa peggiore è sentirsi soli: la preparazione deve sì essere individuale, ma non deve essere egoistica, nel senso che non devono mancare periodici momenti di confronto con altre persone che stanno preparando il concorso.
La consapevolezza di non essere soli e che esistono persone che stanno faticando come te per raggiungere il tuo obiettivo regala energie inimmaginabili!
Il terzo è quello di rimanere sempre aggiornati e di esercitarsi a scrivere temi, che però non siano eccessivamente prolissi.
Per quanto riguarda la preparazione, consiglio di ripassare le nozioni fondamentali delle tre materie degli scritti e di approfondire le questioni specifiche che potrebbero formare oggetto del tema.
Individuare quali questioni specifiche approfondire non è semplice, occorre prestare particolare attenzione ai temi di maggiore attualità, tenendo d’occhio i principali siti giuridici, con un occhio particolare a quelle questioni che implicano rapporti con il diritto comunitario e che sono maggiormente dibattute in dottrina e in giurisprudenza.
Per chi ne ha la possibilità e sente la necessità di un supporto nello studio, esistono anche dei corsi di preparazione al concorso di magistratura: iscriversi ad essi può certamente aiutare la preparazione, ma non sostituisce lo studio individuale.
Il consiglio che mi permetto di dare a chi vuole iscriversi ad uno di questi corsi è quello di non iscriversi ad occhi chiusi, ma di informarsi parlandone con chi li ha già frequentati e facendosi spiegare il tipo di approccio che viene seguito da chi gestisce questi corsi.

consulenza-legaleSe sospetti che fare l’avvocato non faccia per te, probabilmente la strada della consulenza legale d’impresa potrebbe costituire una valida alternativa.

Ma andiamo con ordine. Spesso chi si iscrive a giurisprudenza sogna di diventare avvocato, magistrato, notaio… molto spesso però capita anche che la gente si iscriva a giurisprudenza perché non ha la più pallida idea di cosa fare della propria vita e siccome: “per la matematica sono negato, lettere sarebbe bello ma resterò disoccupato a vita… vado a fare giurisprudenza che non è una facoltà scientifica ed è più seria di filosofia”.

Fermo restando che è tutto da dimostrare che un filosofo sia più disoccupato di un avvocato, con questo articolo volevo solo esaminare con voi uno dei possibili scenari alternativi alla strada delle professioni legali classiche (avvocato, notaio, magistrato). Mi riferisco alla via della consulenza legale, ovvero l’attività di giurista d’impresa.

consulenza-legaleIl giurista d’impresa è quella figura di lavoratore che opera alle dipendenze dell’imprenditore per fornire allo stesso consulenza legale nello svolgimento dell’attività imprenditoriale. Quale tipo di consulenza legale? Beh può essere la più varia, dipende:

  • da che tipo di impresa si tratta (manifattura, servizi, agroalimentare …)
  • da come l’imprenditore ha deciso di organizzare i propri uffici, stabilendo di cosa si occupi il legale interno e di cosa il/i legali esterni
  • da che posizione riveste il giurista d’impresa (può essere un semplice impiegato o avere un ruolo manageriale)
  • ecc.

L’unica certezza è che il giurista d’impresa non può patrocinare in giudizio, questi quindi non potrà assistere l’impresa nelle controversie che abbia con i terzi, di qualsiasi natura esse siano. Il giurista d’impresa non è un avvocato (e se è avvocato perché ha superato l’esame di abilitazione alla professione forense, non può iscriversi all’albo degli avvocati).

Questo significa che qualora tu sia interessato a intraprendere questo percorso, subito dopo l’università non sarai costretto a sottoporti ai 18 mesi di pratica o comunque agli altri tirocini/scuola per le professioni legali, che sono previste per legge per diventare appunto un avvocato, un notaio o un magistrato. Non solo, non dovrai neppure sostenere esami o concorsi!

Non ti nascondo però che certe aziende richiedono come requisito per lavorare all’interno del proprio ufficio legale, che il giurista abbia avuto esperienza come avvocato (o quanto meno come praticante avvocato).

In ogni caso, per cercare di dare qualche consiglio in più per chi desidera scegliere il percorso della consulenza legale aziendale, ho deciso di fare un breve video (a dire il vero me lo ha chiesto un laureando di Udine). In questo video spiego come cercare di inserirsi in questo settore, fornisco indicazioni su come scegliere un master per perfezionare la propria formazione universitaria, su come “cercare e non cercare” questo lavoro e infine sul ruolo che gioca l’inglese in questa professione.

Buona visione!

consulenza-legale

 

 

 

Angry college graduate holding a diploma isolated on white background

Studiare diritto non è per tutti…

Studiare diritto non è per tutti, diciamoci la verità! Si tratta di un percorso complesso, per molti noioso…

Studiare diritto è impegnativo, ti impone di avere una spiccata capacità logica, argomentativa e di essere disposto ad allenare duramente la tua memoria.

Ma… come sarebbe se tu avessi già affrontato tutto questo e, a metà della tua strada o a studi completati, ti rendessi conto che studiare diritto e fare una professione giuridica non facesse affatto per te?

Questa è la condizione di molti, purtroppo. La cosa peggiore è che questi molti, pur avendo capito che studiare diritto non faceva per loro si sono ostinati ad andare avanti per le più svariate ragioni. Si finisce quindi per rimanere incagliati in una vita professionale insoddisfacente che, a poco a poco, appesantisce anche tutto ciò che non fa parte della professione.

Ti senti chiamato all’appello?

Anche per te studiare giurisprudenza è stata una scelta obbligata perché mamma e papà ci tenevano tanto, perché “zio è avvocato così trovi lavoro facilmente”, perché “tanto non so cos’altro fare”, perché “mi iscriverei a lettere ma finirei per fare la fame per cui tanto vale fare giurisprudenza”, perché “gli avvocati guadagnano bene”? I perché potrebbero essere infiniti e tutti ugualmente idonei a condizionare le scelte fondamentali della tua vita!

Se questa è proprio la tua condizione e non sai come venirne fuori, non puoi non leggere questo articolo e scoprire che una soluzione ai tuoi problemi c’è!

 

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