Studiare Diritto Facile

Categoria: Studiare Diritto

Studiare diritto non è facile, questa non è una novità… se però si deve studiare diritto su un libro non aggiornato la faccenda diventa ancora più complessa. Come fare quindi a preparare un esame di diritto se il manuale non è aggiornato? Come essere sicuri di non aver tralasciato nessuna delle decine di modifiche che potrebbero esserci state nel giro di uno, due o tre anni? Come avere la certezza che una piccola svista non ti costi la promozione?

La risposta è semplice: COMPRANDO IL LIBRO AGGIORNATO!

Ovviamente questo non è sempre possibile, o perché la nuova edizione ancora non c’è, o perché non hai voglia di spendere tutti quei soldi per andartela a comprare avendo tu a disposizione un’edizione di qualche anno fa, in perfette condizioni e soprattutto gratis!

Quale che sia l’evenienza ci sono diverse strade da perseguire. Ho deciso quindi di approfondire questa questione con un apposito video, che spero possa esserti utile per chiarirti le idee e per capire come puoi provvedere in modo ottimale all’aggiornamento FAI-DA-TE del tuo manuale di diritto precocemente invecchiato.

Buona visione!

Diritto romano: una specie di bestia nera del primo anno per molti. Soprattutto per chi deve prepararlo su manualoni di 700/800 pagine, pieni di locuzioni latine e di vocaboli mai visti e approcciati prima.

Vediamo ora di capire come non soccombere sotto il peso di questi mattonazzi.

L’idea di questo articolo nasce da una studentessa che mi chiede come si possa applicare il metodo anche a una materia a tratti molto discorsiva come è il diritto romano. Ma andiamo con ordine:

  • il diritto romano, come dice la parola stessa è un diritto, quindi sicuramente può essere gestito con il metodo;
  • è vero, ci sono parti molto discorsive (per lo più di natura storica), queste andranno gestite a parte, e nulla ti vieta di creare delle categorie giuridiche apposite all’interno del quale incasellarle;
  • il metodo è uno strumento nelle tue mani, impara ad applicarlo in modo efficace sfruttalo a tuo uso e consumo!

CAPITI PER LA PRIMA VOLTA IN QUESTO BLOG E NON CONOSCI IL METODO? TI CONSIGLIO DI INIZIARE DA QUI.

Se invece mi segui già da un po’ andiamo al dunque. Ecco cosa ho preparato per te.

Un video in cui ti do alcune indicazioni per facilitare lo studio del diritto romano, ma soprattutto ti mostro come applicare il Metodo Studiare Diritto Facile ad un manuale di diritto romano.

Il manuale in questione è Diritto Privato Romano di A. Burdese.

Se devi studiare su un altro libro, non ti preoccupare, non è tanto il manuale di diritto romano che utilizzi il punto, quanto piuttosto il metodo con cui lo affronti.

Come spiego nel mio video corso Studiare Diritto Facile, il metodo può essere applicato a qualsiasi manuale di DIRITTO, imparalo quindi una volta per tutto e non ci sarà più un solo libro di diritto che non saprai dominare.

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Continua a leggere questo articolo e guarda il video con gli esempi che faccio, vedrai che se anche non devi studiare sul Burdese le indicazioni che ti do ti saranno utilissime e potrai applicarle immediatamente anche a qualsiasi altro manuale.

Prima di vedere il video clicca qui per scaricare le pagine di libro che troverai schematizzate nel video.

Per scaricare invece gli schemi sull’interpretazione del negozio giuridico e sul mutuo nel diritto romano di cui parlo all’interno del video che vedrai clicca qui.

A questo punto non mi resta che augurarti buona visione. Ti ricordo che per poter vedere ad una buona risoluzione gli schemi che commento nel corso del video è fondamentale mettere nelle impostazioni di youtube l’HD.

Solo in questo modo riuscirai a leggere senza vedere tutto sgranato.

Bene, è davvero tutto, clicca sull’immagine qui sotto per avviare il video, partirà prima il video 1 con una spiegazione generale di come approcciare la materia e l’analisi dell’interpretazione del negozio giuridico, successivamente potrai vedere il video 2 chiamato Diritto Romano 2 | Studiare Diritto Facile. Se non ti compare in automatico come video suggerito da youtube puoi ricercarlo nell’apposita barra di ricerca!

parere-legale

Ciao!!!

PS. non dimenticare di visitare questa pagina se vuoi scoprire di più sul Video Corso Studiare Diritto Facile!

Ciao Silvia, sono una tua fan, ho visto tutti i tuoi video su youtube e ho comprato l’e-book, che ho letto un paio di volte. Il mio problema è che non riesco assolutamente ad utilizzare  tale metodo con il libro di Cian diritto commerciale […]”

Così mi scrive una studentessa alle prese con il Manuale di Cian Diritto Commerciale.

Trattandosi di un manuale utilizzato in molte università ho deciso di andare a fondo della sua richiesta e vedere se il mio metodo reggeva anche di fronte all’esimio professor Cian o se invece in questo caso era inapplicabile.

Tranquilli io la risposta la ho già, il metodo studiare diritto facile è un metodo universale, nei limiti in cui lo applichi a manuali di diritto e non al tuo manuale monografico di taglio e cucito, funzionerà sempre e alla grande.

Il vero problema infatti, non è il metodo in sé ma il modo in cui sono scritti i libri (purtroppo Cian Diritto Commerciale non fa eccezione). Chi scrive i manuali di diritto sono professori e autori di tutto rispetto di fronte ai quali la sottoscritta impallidisce. Ciò nonostante resta il fatto che questi soggetti, con più o meno consapevolezza, fanno parte di un sistema che gli impone di essere criptici e sacramentali.
Loro in pratica hanno da tempo superato tutti i riti iniziatici per entrare a fare parte di questo sistema, tu no, ma frequentando 5 o più anni di Giurisprudenza e la successiva gavetta entrerai a far parte della loro cerchia. Se resisti diventerai anche tu un eletto, altrimenti no!

appelloA grande richiesta proseguono gli schemi di procedura civile. Questa è la volta del secondo grado ovvero l’appello nel processo civile.

Come mio solito non ho nessuna intenzione né competenza per tenere una lezione ex catedra sull’ appello in procedura civile, ma sono certa che questo non è neppure ciò che stai cercando.

Ho pensato piuttosto di fare un maxi schema sull’appello (maxi perché è davvero corposo), utilizzando lo strumento del diagramma di flusso.

Come ho già spiegato altre volte, infatti, quando studi procedura civile o qualsiasi altra procedura devi tenere sempre ben a mente due prospettive di analisi della materia:

  1. appelloquella statica, di analisi di ogni singolo istituto (nel caso dell’appello studierai istituti quali: la nozione di impugnazione, l’acquiescenza, l’appello principale e quello incidentale, le ipotesi di estinzione del processo in appello, le sentenze appellabili, la disciplina dei nova in appello ecc.). Tutti questi istituti trattali con il metodo quindi: individuali, categorizza le informazioni che trovi analizzandoli e fatti un bello schema o una mappa utilizzando le 11 categorie. Se sei nuovo da queste parti ti invito a non perdere tempo e ad approfondire il metodo SDF cliccando qui.
  2. appello quella dinamica, volta a capire in concreto quali sono le fasi del processo e come sono legate tra loro. Per questo tipo di analisi ci vuole solo tanta pazienza e un foglio bello grande per farci stare un diagrammone di flusso del tipo di quello che ti propongo nel video che troverai qui di seguito. Molto spesso, infatti accade che il tuo manuale non dedica un paragrafo o uno schema per dirti come si svolge il processo, ma ti snocciola subito i singoli istituti di cui è composto. Per questo consiglio sempre, prima di analizzare i singoli istituti con le modalità spiegate nel precedente punto 1, cercati uno schema esemplificativo in internet, oppure prenditi un compendio o ipercompendio (tipo quelli della Simone vanno benissimo a tali scopi) e ricostruisciti da te l’iter processuale. Per quanto riguarda l’appello nel processo civile, sei fortunato, questo lavoraccio lo ho fatto io al posto tuo.

Ecco dunque cosa trovi in questo articolo: in primo luogo un schema (maxi) della dinamica dell’ appello e un video in cui lo analizzo passo passo in modo tale che tu possa capire (almeno in teoria) come vanno le cose.

Ovviamente per fare uno schema che potesse essere universalmente utile ho dovuto prendere il caso più classico, quello di un appello lineare senza analizzare ipotesi strane come ad esempio quelle in cui interviene il terzo, deve essere integrato il contraddittorio, l’appellante decede in corso di causa o il processo per qualsiasi ragione si estingue. Tutte queste circostanze le studierai come istituti statici nel tuo manuale e, credimi, una volta che avrai visto il video, li potrai inserire nello schema: o integrando proprio il diagramma di flusso che ho preparato o semplicemente “mentalmente” collocandoli nella fase del diagramma che a loro compete. Alcuni istituti si collocheranno in cima, altri in fondo, altri ancora potrebbero verificarsi in qualsiasi momento (come il caso della morte di una delle parti in corso di causa con tutte le conseguenze che tale fatto può comportare).

Tutto questo ti permetterà di avere un ordine in testa così appagante che sembrerà quasi bello studiare procedura civile!

Prima di lasciarti al video ti ricordo un’altra cosa importantissima: non saprai nulla del processo né tanto meno di diritto sostanziale se ti ostini a studiarlo solo nei libri, quindi come prima cosa, vai a dare un occhio a qualche formulario o, ancora meglio a qualche documento reale.

In internet si trova di tutto, ecco qualche esempio:

atto di citazione in appello

comparsa di costituzione e risposta in appello

istanza di sospensione sentenza di primo grado ex art. 351

sentenza di secondo grado

e qualsiasi altro documento o atto di cui tu senta parlare nel tuo manuale.

Bene, direi che sei pronto, per scaricare il Maxi schema del processo di appello clicca qui mentre per vedere il video clicca sull’immagine qui sotto, con un

AVVERTIMENTO IMPORTANTE:

poiché youtube comprime in automatico la qualità dei video per vedere adeguatamente lo schema ricordati, prima di guardare il video, di impostare la massima qualità: clicca sul simbolo della rotella che identifica le impostazioni e poi seleziona qualità impostando la qualità 1080 p (vedi immagine sotto).

appello

A questo punto è davvero tutto, clicca sull’immagine qui sotto per iniziare a vedere il video:

appello 2

Qualche tempo fa mi ha scritto una ragazza molto affezionata al metodo Studiare Diritto Facile la quale mi ha detto: “sai mi trovo davvero bene con il tuo metodo, però ora sono alle prese con un libro di diritto internazionale sui conflitti armati e non ne vengo fuori. Mi sembra che ci siano solo regole di funzionamento! Mi dai una mano a capire dove sbaglio?

Questa ragazza è solo una delle tante studentesse e studenti che mi scrivono per chiedermi suggerimenti per applicare al meglio il metodo SDF. Con questo articolo voglio darti qualche consiglio pratico per migliorare la tua tecnica e per aiutarti a capire meglio come usare le 11 categorie di cui ti parlo nel video sul metodo. Sapere categorizzare in modo corretto il contenuto del tuo libro non solo è il segreto per ogni successo ma anche è il modo più sensato ed efficace per studiare.

Se, al contrario, finissi per usare solo una o due delle 11 categorie che ti ho indicato la tua attività di schematizzazione sarebbe del tutto vana. Tanto varrebbe non fare neanche gli schemi!

schemi di dirittoDal momento che che fare schemi di diritto è sicuramente impegnativo, è caldamente consigliabile fare bene questo lavoro per non perdere anni preziosi della tua vita.

Se dunque, hai l’impressione che fare schemi di diritto internazionale o di qualsiasi altra materia sia un mega lavoro ma che alla fin fine non serva a molto le cose sono due:

a. o non hai un buon metodo per schematizzare, in questo caso ti consiglio di leggere qui e approfondire il Metodo Studiare Diritto Facile;

b. oppure conosci il Metodo Studiare Diritto Facile ma, poiché hai iniziato ad utilizzarlo da poco, devi ancora perfezionare la tua arte.

In ogni caso non perderti questo articolo.

Con questo articolo ti mostrerò come ho reso facilmente accessibili una manciata di pagine di diritto internazionale sui conflitti armati, letteralmente trasformandole.

Il testo di partenza lo trovi qui. Il libro è Diritto dei conflitti armati di Ronzitti.

schemi di dirittoCome puoi vedere già dal primissimo paragrafo questo testo inizia con una dichiarazione lapidaria: “solo gli obiettivi militari possono essere attaccati“. Questa affermazione come puoi immaginare esprime a tutti gli effetti una regola; come accade in tantissimi casi l’autore ti dice prima la regola e poi … forse… ti darà una definizione. Ma a chiunque verrebbe spontaneo domandarsi: cosa diavolo è un obiettivo militare?

Andando avanti nella lettura l’autore si dilunga nel dirti come vari protocolli mai adottati o ratificati si siano presi la briga di spiegare cosa fosse un obiettivo militare con definizioni ad elenco o di altra natura… insomma va avanti a lungo senza dirti che cosa si debba intendere oggi, in base ai protocolli vigenti per obiettivo militare.

Ora stammi a sentire: questo stile va bene per l’autore del libro ma non va bene per te all’esame quindi inizia con il fare ordine. Come?

Così:
schemi di diritto

In primo luogo ricorda: non sei pronto per dare una definizione ci possono essere solo due motivi:

a. dare una definizione non serve perché sarebbe tautologico;

b. non si riesce a dare una definizione perché questa è poco chiara anche agli addetti ai lavori.

Qualunque sia la tua evenienza tu devi metterla in chiaro subito. Solo così potrai metterti a riparo da qualsiasi critica in ordine a una esposizione poco ficcante o illogica.

Da qui in poi identifica e atomizza ogni singolo concetto; se vuoi vedere come lo ho fatto io con i primi paragrafi di questo libro non esitare e clicca qui.

Buona lettura!

Ciao

 

prendere-30-e-lodeSe sei alla ricerca di un voto d’eccellenza questo articolo fa a caso suo.

Qualche settimana fa una studentessa mi ha chiesto qualche consiglio per riuscire a prendere 30 e lode.

Premetto che ritengo importante avere una buona media all’Università ma sconsiglio di impazzire per un 30 o per una lode rifiutando l’esame per 2 o 3 volte. Questo è contro producente. Potrebbe infastidire il vostro docente che a forza di vedervi rifiutare diventerà con voi sempre più severo, ma – e questo è molto peggio – vi farà perdere una quantità di tempo esorbitante!

Fare un esame 3 volte vuol dire rimanere inchiodati nella prigione del monopoli per ben tre giri, mentre tutto il resto dei giocatori continua ad avanzare con le sue pedine e ad acquistare i poderi più redditizi.

Ricordati che una volta approdato nel mondo del lavoro nessuno ti chiederà se in diritto canonico hai preso 27, 28 o 30 e lode. Questo vale non solo per il diritto canonico, sia chiaro! Vale per ogni materia. La cosa più importante al giorno d’oggi è laurearsi velocemente. Meglio qualche trenta in meno e laureati in corso che un libretto zeppo di lodi e la laurea a 33 anni.

Quindi ricapitolando: cercare di prendere 30 e lode è più che lecito, ma se questo voto non arriva al primo colpo, poco male; metti da parte l’orgoglio e prosegui con l’esame successivo. Tieni inoltre bene a mente che il fatto che tu possa arrivare a laurearti senza avere mai preso uno straccio di lode non fa di te una persona indegna di tale elogio.

Non permettere a nessuno (neppure a te stesso) di pensare che il tuo valore è stabilito dal numero di 30 che hai nel libretto.

Fatta questa doverosa premessa, ritengo più che lecito puntare al massimo e ambire alla lode, soprattutto per chi fa lo studente di professione, non ha un lavoro da onorare, figli da portare a scuola o altre validissime ragioni che possono rendere lo studio un’attività da svolgere nei ritagli di tempo.

I 3 segreti per prendere 30 e lode in un esame di diritto, non sono invero poi così segreti. Si tratta di regole di buon senso. Prima di vederle ricorda però una cosa importantissima.

Raggiungere la lode o qualsiasi altra votazione di eccellenza ti impone prima di qualsiasi altra cosa di dotarti di un metodo di studio rigoroso.

Il primo doveroso punto di partenza è quindi accertarti di avere un Metodo di studio degno di essere chiamato tale. Se non ne sei ancora sicuro o vuoi metterti alla prova ti invito a cliccare qui.

prendere-30-e-lodeUna volta appurato di avere già in tasca gli strumenti necessari per raggiungere buoni risultati, vediamo quali sono i “segreti” per ottenerne di eccellenti:

  1. scovare e assecondare il narcisismo del tuo docente;
  2. partecipare alle lezioni con manifesta dedizione e vivo interesse;
  3. dimostrare all’esame di avere “qualcosa in più”…

Vuoi scoprire di più in merito a questi tre punti? Non ti resta che vedere il video qui sotto. Buona visione!

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studiare-diritto-metodoChi ha avuto modo di conoscermi e partecipare al primo Workshop SDF lo sa:

avrei sempre voluto creare una community di studenti che sapessero usare il metodo SDF e potessero scambiarsi materiale fra loro dividendosi così le fatiche dello studio.

Della serie: tu mi dai i singoli contratti schematizzati dal Galgano e io ti do le obbligazioni! Ed ecco fatto, invece di dover leggere 150 pagine di manuale ho in mano 20 pagine secche di schemi fatti con il Metodo.

Trovare partner di lavoro affidabili non è semplice al giorno d’oggi, soprattutto per chi non ha la possibilità di frequentare lezioni o corsi e conoscere compagni di sventura o avventura.

Per questo motivo ho creato Studiare Diritto Facile Cooperation, un gruppo FB chiuso in cui tutto il popolo di Studiare Diritto Facile possa cercare compagnucci di studio e collaborare proficuamente.

Ovviamente per rendere il più possibile operativo ed efficiente questo sistema è fondamentale che chi entra a fare parte del Gruppo sappia usare il metodo e cerchi di perfezionarlo costantemente. Per fare questo avete a disposizione l’e-book, i video del canale You Tube e tutte le altre risorse che metterò a vostra disposizione (presto anche un video corso completo di esercitazioni!).

Per sapere di più in merito a Studiare Diritto Facile Cooperation ti invito a guardare questo video:

Studiare-diritto-facile

Se vuoi invece iscriverti al gruppo clicca qui o nell’immagine sotto:

cooperation

Buona cooperazione a tutti!

Finalmente vedi la luce in fondo al tunnel, gli esami sono finiti o stanno finendo ed è arrivato il momento di scrivere la tesi di laurea. La tesi di laurea è una specie di passaporto verso la libertà, purtroppo però non per tutti si tratta di una pratica facile da evadere.

Per molti diventa un vero e proprio scoglio come lo sono stati i più grossi esami. In tanti casi questo è il primo elaborato consistente di tua produzione e non sai bene da che parte cominciare. Come si sceglie il titolo della tesi di laurea? Cosa vuol dire sostenere una tesi? Cosa si aspetta da te il professore?

tesi-laureaSu questo argomento è stato scritto molto; il lavoro più famoso è il libro di Umberto Eco “Come si fa una tesi di laurea”, cercando in internet puoi trovarlo anche in formato PDF edito dalla Bompiani. Il suo lavoro è dedicato alla tesi di laurea per le materie umanistiche; già qui si tratterebbe di capire se il diritto sia o meno una materia umanistica. Mettiamola così: sicuramente il libro di Eco dà tantissimi consigli interessanti e evidenzia i capisaldi di un lavoro ben fatto, certo è che il saggio è più indicato per chi deve scrivere una tesi di laurea in filosofia piuttosto che in diritto commerciale.

Se hai a disposizione abbastanza tempo per dedicarti alla lettura di questo manualetto di 250 pagine credimi non sarà tempo sprecato.

Se invece hai bisogno di qualcosa di più veloce ti segnalo il contributo di una docente di Lettere dell’Università di Padova. Lo puoi scaricare cliccando qui. Anche questo contributo non è specifico per il diritto ma mi sembra dia tantissimi suggerimenti operativi di importanza vitale.

Bene, a questo punto se vuoi capire come scrivere una tesi di giurisprudenza non ti resta che proseguire nella lettura di questo articolo e, soprattutto, non ti resta che dare un occhio al video che ho preparato per te.

Come al solito, non ho la pretesa di esaurire esaustivamente in pochi minuti un argomento complesso che hanno già affrontato egregiamente persone ben più illustri di me. Del resto non sono un accademico, un professore e non ho neppure all’attivo dottorati di ricerca… Proprio per questo motivo mi limiterò a esaminare con te quelli che, a mio avviso, sono i 5 step salienti per realizzare la tesi, descrivendoti le problematiche, il metodo e le implicazioni di ciascuno di essi.

tesi-laurea-1Questi 5 step sono:

  1. la scelta della materia: ovvero come capire quale materia faccia a caso tuo;

  2. la scelta della domanda di ricerca: ovvero a quale domanda la tua tesi cercherà di dare risposa;

  3. valutare la fattibilità della domanda di ricerca: ovvero capire se stai per scrivere una tesi di laurea o se, invece, stai per intraprendere un viaggio senza ritorno con la compagnia dell’anello;

  4. la ricerca e la catalogazione del materiale;

  5. l’organizzazione del progetto.

Nel video che trovi qui di seguito esploro ciascun punto alla volta attraverso l’aiuto di uno schema che puoi scaricare qui. A questo punto non mi resta che augurarti: buona visione!

tesi-di-laurea

riforma-costituzionaleLa riforma costituzionale è ormai ad un passo dal vaglio definitivo. Tra una manciata di giorni infatti, saremo chiamati a pronunciarci sul quesito referendario che potrebbe portare ad una ridefinizione di alcuni tratti salienti della nostra Costituzione.

Ma quanti di noi hanno le idee chiare su questa riforma costituzionale?

Quanti di noi hanno letto nel dettaglio il testo della riforma costituzionale pubblicato nella gazzetta ufficiale?

Quanti di noi hanno deciso di votare sì alla riforma perché la ritengono tecnicamente apprezzabile?

Quanti invece voteranno no perché la trovano tecnicamente inaccettabile?

Quanti hanno capito realmente la portata del quesito referendario?

La verità è che quando si devono adottare decisioni importanti, soprattutto tramite lo strumento del referendum, la materia è così tecnica che addirittura gli stessi operatori del settore fanno fatica a capire cosa sia meglio. Figuriamoci i non addetti ai lavori!

Il risultato di questa situazione è che la maggior parte dei cittadini finiscono per rimanere in balia del dibattito, più mediatico che tecnico, dei vari comitati per il sì e per il no. Come non capirli del resto?!

Ti sembra più comprensibile questo…

riforma-costituzionale

oppure questo?

Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione. La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo. Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato.

 

Ti è più chiaro questo:

riforma-costituzionale

o questo?

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di in – compatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi appro – vate a norma del presente comma.

 

Che ci piaccia o no, da che mondo è mondo, un centinaio di articoli della nostra carta costituzionale scritti in giuridichese stretto restano molto più oscuri e inaccessibili di un bello slogan propagandistico, ragionato da esperti del marketing politico.

Purtroppo però quello che il referendum ci chiede di approvare o meno non è la visione interpretativa di un esperto marketing ma un insieme di norme dal contenuto ben preciso, i cui eventuali risvolti nel nostro ordinamento giuridico li potrà dire, semmai, solo la storia.

Se vuoi entrare a fare parte della cerchia di cittadini che non si fa abbagliare dalla propaganda e dalle motivazioni per il Si o per il No, declamate come gli sconti sul formaggio al supermercato… non perderti questo articolo!

Ieri sera, assieme ad una collega ho avuto l’onore di essere invitata da zelanti studenti del Liceo Scientifico “Tito Caro” di Cittadella a parlare della riforma costituzionale. Questi ragazzi, che di senso civico “ne hanno da vendere”, hanno deciso di non lasciarsi travolgere dal caos mediatico e di farsi un’opinione propria; la loro richiesta è stata quindi quella di avere una disamina della riforma costituzionale:

  1. non in stretto giuridichese, che fosse cioè comprensibile anche per i non addetti ai lavori;
  2. non politicamente schierata (anche perché la propaganda politica non è consentita all’interno delle scuole!).

Ecco quindi quello che io e la mia collega avv. Diana Michelazzo, abbiamo cercato di fare. Testo della riforma alla mano, ce lo siamo studiate e abbiamo cercato di capirci qualcosa… per poterlo conseguentemente spiegare a questi ragazzi, ai loro genitori e ai docenti. Necessariamente la missione, per ragioni di tempo e per l’assenza di conoscenze di diritto costituzionale dettagliate della platea, ci ha imposto: da un lato una semplificazione dei contenuti, dall’altro lato il richiamo di alcune nozioni di base. Il prodotto è stato un convegno di un paio d’ore in cui sono state esaminate, con l’aiuto delle domande dei presenti, le novità principali della riforma costituzionale a partire dal testo costituzionale.

Per facilitare il compito abbiamo fatto delle slide, che puoi scaricare cliccando qui oppure sull’immagine sotto riportata:

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Nella speranza che anche tu il 4 Dicembre possa votare consapevolmente, ecco il video del convegno di ieri sera, buona visione!

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riforma-del-senatoLa riforma della costituzione che sarà oggetto di referendum il 4 Dicembre prossimo è anche e soprattutto una riforma del senato. Dopo quasi un secolo di bicameralismo perfetto infatti, la Repubblica potrebbe virare verso un bicameralismo attenuato o comunque parziale.

Senza entrare nel merito della bontà di questa possibile novità ho quindi voluto fare un video per spiegare brevemente in cosa consiste la riforma del senato: quale sarà, in sostanza, il nuovo volto della camera alta?

Difficile dirlo in assenza del regolamento che dovrebbe disciplinare il possibile nuovo organo; tuttavia merita di essere tracciata e conosciuta (soprattutto in vista del referendum del 4 Dicembre) almeno in linea generale, la fisionomia di questo ramo del parlamento e soprattutto il ruolo che rivestirà nel nuovo procedimento legislativo (ammesso e non concesso che la riforma vi sarà).

Prima di passare al video ecco qualche dato utile per giuristi e non:

a. cliccando qui potete trovare il testo comparativo ufficiale della vecchia costituzione con a lato la proposta di modifica;

b. cliccando su pag. 1 e su pag. 2, potrete invece scaricare gli schemi delle due pagine di lavagna che seguo nel video per la trattazione dell’argomento;

c. se non ve ne siete ancora preoccupati, infine, questo è il testo del quesito referendario a cui Domenica 4 Dicembre dovremo dire Si o No:

“Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ‘disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Direi che è tutto: buona visione!

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