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Laurea in giurisprudenza: qualche idea per chi NON VUOLE diventare avvocato

Come ho già fatto con un precedente articolo, dedico oggi un po’ di spazio a tutti coloro che sono alla disperata ricerca di una strada da percorrere dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza.

In particolare mi riferisco soprattutto a coloro che non muoiono dalla voglia di intraprendere i percorsi tradizionali di avvocato, magistrato, notaio ecc.

Notoriamente se hai una laurea in giurisprudenza ci si aspetta che tu, presto o tardi, assuma una delle sopraccitate qualifiche professionali. Queste sono le più pubblicizzate quanto meno! La cosa però che nessuno pubblicizza è che con la laurea in giurisprudenza si possono fare varie altre cose…

laurea_giurisprudenzaOggi in particolare voglio parlarti di un giurista che fa il “Compliance and AML/FT Specialist”.

Ti starai probabilmente domandando che cosa significhi questa complessa etichetta anglosassone.

Bene, se sei curioso allora leggi l’intervista di Alberto Rosa che gentilmente si è prestato per raccontarci cosa ha fatto lui con la sua laurea in giurisprudenza!

Quale è la tua professione?
L’etichetta dice Compliance and AML/FT Specialist, inevitabilmente in lingua straniera poiché la normativa che sta dietro l’etichetta è quasi tutta di produzione originale internazionale. Semplificando, in concreto mi occupo di conformità normativa per un importante gruppo bancario europeo, con attenzione speciale agli ambiti dell’antiriciclaggio, del contrasto al finanziamento del terrorismo e degli embarghi o sanzioni internazionali che interessano i commerci globali.
laurea-giurisprudenza
Alberto Rosa

La tua giornata lavorativa tipo: in altri termini in cosa consiste fare il tuo lavoro?

Studio le normative nazionali, comunitarie, statunitensi e dell’ONU per garantire che i processi e le procedure aziendali siano conformi alle disposizioni applicabili al settore bancario. Il contesto geopolitico e sociale complesso nel quale, purtroppo, viviamo ha elevato il rischio connesso all’attività tipica di una banca. Le banche si devono confrontare sempre più non soltanto con la valutazione e la misura dei rischi tradizionali per tale settore, ad esempio il rischio di credito, ma devono porre la stessa attenzione nel gestire, in modo efficace ed efficiente, i rischi di non essere, anche inconsapevolmente, conformi alle normative che regolano gli ambiti in cui esercitano il proprio mestiere.
Come si diventa Compliance and AML/FT Specialist?
La laurea in Giurisprudenza, in Economia, magari con la curiosità per temi internazionali, sono un punto di partenza credo necessario. Così come pure la laurea in Scienza politiche. In ambito aziendale, qualunque sia il settore, l’area di riferimento è quella della Compliance, intesa come funzione di controllo. In Italia è una materia che ha una autonomia da nemmeno dieci anni, anche se come metodologia e prospettiva esiste da molto più tempo e mutua tecniche di ricerca ed analisi dai settori più disparati. Nella mia esperienza, umana e professionale, chi vuole “lavorare nella compliance” dovrebbe essere curioso, aperto, disposto a cambiare punto di osservazione, con ben chiare le norme di riferimento e lo spirito delle stesse, approfondire argomenti che sembrano distanti dalle pratiche quotidiane nel breve periodo, ma che possono risultare determinanti in prospettiva… E ricordarsi che la compliance non coincide con il rispetto della burocrazia, ma è una leva per proteggere e valorizzare la reputazione, che, specie in tempi di incertezza, è alla base del successo aziendale.
Poi, apprezzare il caffè non guasta.
laurea_giurisprudenza_2La cosa più bella secondo te di questa professione
Viaggiare, anche idealmente, su ogni riga letta o scritta, su ogni telefonata. Confrontarsi. Lavorare per una realtà internazionale aiuta molto, specie nei primi anni di professione, a trovare la propria giusta dimensione, facendo esperienza. È un lavoro complesso, in ogni momento è necessario mettersi in gioco, anche perché focalizzarsi non significa fossilizzarsi. È una professione che non si impara in molti momenti spesi a studiare solo sui libri, o meglio: i libri sono completati dalla realtà viva. Faccio un esempio che può risultare bizzarro: il mio fruttivendolo pakistano spiega la normativa che regola l’import di frutta dal Medio Oriente meglio di un commentario legale.
La cosa più brutta secondo te di questa professione
Appiattirsi sulla burocrazia, intendere la legge come un limite soltanto. Subire gli eccessi di tensione, inevitabili, specie in un contesto spigoloso come l’attuale. C’è questo rischio. E se accade è meglio chiudere tutto e fare due passi. Se accade troppo spesso, è meglio prolungare la passeggiata verso altre mete.
Quali competenze e aspetti della tua formazione dovrebbe curare particolarmente chi vuole intraprendere questa professione?
Comprendere il senso, lo spirito, le finalità delle norme. Sviluppare la capacità di analisi sia delle disposizioni normative, sia dei meccanismi bancari o aziendali. Conoscere i metodi di controllo e monitoraggio dell’operatività della clientela. Conoscere le lingue, il mondo digitale, intendo: saperli utilizzare.
Un consiglio a chi vuole intraprendere questa carriera
Non mollare alla prima salita. Avere molta pazienza, non rassegnarsi però. Essere curiosi, semplici e concreti. Preferire il buon senso della mente alla rigidità incondizionata. E ciò che mi ha detto quello che considero il mio primo vero maestro “Non iniziare nessuna cosa, prima di aver eliminato la tensione“, credo valga ovunque.
laurea-giurisprudenzaGrazie ad Alberto per i suoi preziosi consigli e il suo buon umore! Fare un lavoro che non ti abbruttisce e ti fa conservare la voglia di qualche battuta è certamente impagabile. Ho apprezzato soprattutto la grande verità sul suo fruttivendolo pakistano. L’ennesima conferma per chi studia diritto che:

poche idee chiare e concrete su come vanno le cose valgono molto di più mille pagine di manuale scritti a paroloni aulici da insigni sconosciuti.

Continuate a studiare… IN MODO RAGIONEVOLE!

 

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