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Cosa posso fare con una laurea in giurisprudenza?

laurea-in-giurisprudenzaQuesto articolo è per tutti coloro che si sono iscritti a giurisprudenza perché: “se faccio lettere resto disoccupato ma la matematica non mi piace”.

Questo articolo è per tutti coloro che stanno per conseguire una laurea in giurisprudenza ma… non sono sicuro di voler fare l’avvocato.

Questo articolo è soprattutto per chi sta valutando di iscriversi a giurisprudenza.

Con questo articolo voglio iniziare a spiegare cosa si può fare con una laurea in giurisprudenza.

Per farlo non mi “sbrodolerò” riportandovi le statistiche degli impieghi più gettonati per chi ha conseguito una laurea in giurisprudenza, cercherò di dare voce a vari professionisti legali perché spieghino cosa hanno fatto con la loro laurea in giurisprudenza.

Il primo di questi professionisti si chiama Fabio ed è un magistrato ordinario in tirocinio.

Ho deciso di fargli una breve intervista per farmi raccontare quale percorso deve affrontare chi desidera intraprendere la carriera di magistratura, che tipo di lavoro svolge in concreto e quali attitudini sono necessarie per svolgerlo al meglio. A questa intervista ne seguiranno altre, rivolte a giuristi delle più svariate “estrazioni”, tutte con l’obiettivo di aiutare chi ha studiato giurisprudenza, chi la sta ancora studiando e chi vorrebbe studiarla, a capire cosa può fare con questo titolo.

Se, infatti, intraprendi questo percorso di studi già focalizzato su un determinato obiettivo potrai concentrare tutte le tue forze per raggiungerlo, scegliendo consapevolmente di:

  • inserire nel tuo piano di studi determinati esami opzionali piuttosto che altri;
  • applicare fin da subito un metodo di studio idoneo al perseguimento dei tuoi obiettivi;
  • fare determinate esperienze formative durante l’università;
  • svolgere un tirocionio/stage/periodo di pratica mirato…

Insomma, potrai arrivare alla laurea, davvero “pronto” per ciò che ti aspetta, senza il rischio di commettere passi falsi o comunque di scegliere una professione come “ripiego” perché “non sapevi” o “nessuno ti aveva detto…”.

laurea-in-giurisprudenzaEcco dunque cosa mi ha raccontato Fabio, che ringrazio nuovamente per il tempo che mi ha dedicato!

 Come si svolge la tua giornata lavorativa tipo: in altri termini in cosa consiste fare il magistrato?
L’attività del magistrato dipende dal tipo di carriera che si sceglie.
Parliamo qui di magistratura ordinaria, e quindi dei magistrati che si occupano di diritto civile e di diritto penale, poiché la magistratura amministrativa e quella contabile hanno concorsi separati.
Un primo tipo di carriera è quella giudicante, nella quale si è chiamati a decidere le controversie tra i privati (giudice civile) o a giudicare coloro che hanno commesso reati, al fine di accertarne la responsabilità e di determinare, in caso di colpevolezza, la pena (giudice penale).
L’attività principale del giudice consiste nella celebrazione delle udienze, che possono essere monocratiche oppure collegiali, e nella redazione di sentenze e di altri provvedimenti decisori.
Carriere particolari sono quelle della magistratura di sorveglianza, che si occupa di questioni relative all’espiazione della pena, e dei giudici minorili, che invece sono chiamati a decidere su controversie civili riguardanti minori (adozione, provvedimenti relativi alla responsabilità genitoriale, procedimenti per il rientro di minori portati all’estero senza autorizzazione del genitore, ecc.) e sui reati commessi da soggetti di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
Un secondo tipo di carriera è quella dei Pubblici Ministeri, che svolgono la propria attività principalmente, anche se non esclusivamente, nel ramo del diritto penale.
Il Pubblico Ministero, dopo aver acquisito una notizia di reato, ha il compito di svolgere le indagini raccogliendo gli elementi di prova per individuare i soggetti da sottoporre a processo penale, avvalendosi anche della collaborazione della polizia giudiziaria.
Nella giornata tipo di un P.M. la collaborazione con la polizia giudiziaria occupa un posto importantissimo, perché il P.M. dirige e coordina le attività di indagine svolta dalla polizia e può anche delegare lo svolgimento di certi atti investigativi.
Chiuse le indagini, il P.M. chiederà o l’archiviazione del procedimento, se mancano elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio, oppure il rinvio a giudizio, se invece tali elementi vi sono: un secondo tipo di attività, dunque, consiste nella redazione delle richieste di archiviazione e di rinvio a giudizio.
Un terzo tipo di attività è la formulazione delle richieste di misure cautelari, e quindi chiedere che, nei casi previsti dalla legge e prima dell’esito del giudizio, il giudice disponga una misura provvisoria ed urgente di limitazione della libertà personale o il sequestro di cose o per ragioni probatorie o per evitare che siano commessi nuovi reati o per assicurare che vi siano beni che garantiscano il risarcimento del danno alle persone offese dal reato.
È importante ricordare che, periodicamente e alternandosi con i colleghi che appartengono allo stesso ufficio, il P.M. è chiamato a svolgere il cosiddetto “turno”, in cui egli è prontamente reperibile, anche nei giorni festivi e in orario notturno, per affrontare le urgenze che possono capitare.
Principalmente, durante il turno, il P.M. è chiamato a svolgere le formalità successive all’arresto dei soggetti che vengono colti nella fragranza di reato, e quindi deve interrogare l’arrestato e poi decidere se disporne l’immediata liberazione o se chiedere la convalida dell’arresto, unitamente all’applicazione di una misura cautelare.
Egli, inoltre, e sempre che ne sussistano i presupposti, convalida le perquisizioni e dei sequestri a cui procede d’urgenza la polizia giudiziaria e, in caso di notizie di reato che abbiano ad oggetto la morte di una persona, dispone gli accertamenti urgenti che si rendono necessari (principalmente l’autopsia).
Meno frequente, come ho accennato, è incontrare il P.M. nell’ambito dei procedimenti civili, in relazione ai quali l’attività principale consiste nella formulazione di pareri e di conclusioni.
A prescindere dal tipo di carriera che si sceglie, nella vita quotidiana del magistrato è fondamentale il confronto con i colleghi, specie quelli più esperti, e lo svolgimento di attività di formazione, che consentono di rimanere aggiornati in un mondo che, come quello giuridico, cambia molto frequentemente.
laurea-in-giurisprudenzaCome si diventa magistrato?
Per diventare magistrato ordinario occorre superare un concorso pubblico che in linea di massima viene bandito ogni anno e che è di “secondo livello”, nel senso che occorre avere un altro titolo oltre alla laurea: questo, in linea di massima, può essere o il diploma della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali o il dottorato di ricerca o il superamento dell’esame di avvocato o lo svolgimento di un tirocinio presso gli uffici giudiziari ai sensi del d.l. n. 69/2013 o il possesso di una determinata qualifica dirigenziale nella Pubblica Amministrazione.
L’esame scritto si tiene di regola alla Fiera di Roma e consiste nella redazione di tre temi nelle materie del diritto civile, del diritto penale e del diritto amministrativo.
All’esito degli scritti è promosso chi riporta la sufficienza in ognuno dei tre compiti: il voto è espresso in ventesimi e il minimo è per ogni elaborato 12/20, mentre complessivamente 36/60.
Allo scritto segue l’orale, che si tiene presso il Ministero della Giustizia a Roma e che verte sulle seguenti materie: diritto civile ed elementi di diritto romano; diritto penale (parte generale e parte speciale); procedura civile; procedura penale; diritto commerciale e fallimentare; diritto del lavoro e della previdenza sociale; diritto costituzionale, amministrativo e tributario; diritto dell’unione europea; diritto internazionale pubblico e privato, sostanziale e processuale; informatica giuridica.
C’è anche un colloquio in una lingua straniera prescelta dal candidato, che però non presenta particolari difficoltà.
Successivamente all’orale, viene approvata la graduatoria e inizia il tirocinio che si suddivide in due fasi.
I primi dodici mesi sono chiamati “tirocinio generico”, e si trascorre un periodo in sede giudicante penale, un periodo in sede giudicante civile e un altro in Procura della Repubblica.
Al termine di questo primo periodo il tirocinante è chiamato a scegliere la sede dove presterà servizio e la funzione (giudicante o requirente), sulla base di un elenco di sedi disponibili stilato dal CSM: i primi classificati in graduatoria hanno ovviamente priorità di scelta rispetto agli altri.
I successivi sei mesi vengono chiamati “tirocinio mirato”, e il tirocinante svolgerà esclusivamente le funzioni che presterà una volta entrato in servizio.
Durante entrambi questi periodi, il tirocinante deve frequentare anche degli appositi periodi di formazione presso la Scuola Superiore della Magistratura, che ha sede a Scandicci, vicino a Firenze.
Al termine dei diciotto mesi, se il periodo di formazione ha avuto esito positivo, il tirocinante prenderà le funzioni prescelte; diversamente, egli dovrà ripetere il tirocinio, per un anno, al termine del quale o ottiene una valutazione positiva, oppure viene destituito dal servizio.
La cosa più bella secondo te di questa professione
Direi la sensazione di contribuire con il proprio operato alla costruzione di una società più giusta, che metta al centro il valore della persona umana.
Inoltre, il contatto con le persone e con il loro vissuto: ogni persona che si rivolge alla giustizia ha una storia, chiede di essere tutelata, e ha diritto di esserlo.
La cosa più brutta secondo te di questa professione
Direi che si tratta di una professione particolarmente impegnativa in termini di tempo e che rischia di lasciarti poco spazio per coltivare altri aspetti della vita quotidiana.
Credo, però, che questo aspetto negativo possa essere adeguatamente affrontato con l’esperienza e con un’adeguata organizzazione.
Accanto a questo, inoltre, vi è la consapevolezza che si tratta di un mestiere che ha a che fare con la vita delle persone e che richiede molta responsabilità e che per questo occorre sempre stare attenti ad operare correttamente.
laurea-in-giurisprudenzaQuali competenze e aspetti della tua formazione dovrebbe curare particolarmente chi vuole intraprendere questa professione?
È fondamentale innanzitutto rimanere sempre aggiornati e poi essere come dei “bambini curiosi”, nel senso di essere sempre desiderosi di approfondire e di cogliere i profili problematici e di interdisciplinarietà degli istituti giuridici.
Poi direi la capacità di schematizzare e di sintetizzare, redigendo delle schede illustrative per ogni questione che viene approfondita e che consentono di avere un quadro sufficientemente completo per ogni problematica che viene affrontata e che potrebbe uscire in sede di concorso.
Un consiglio a chi vuole intraprendere questa carriera
Mi permetto di dare anche più di un consiglio.
Il primo è quello di non rinunciare mai a perseguire i propri sogni, e di non arrendersi mai, perché le fatiche e la dedizione vengono sempre ripagate.
Il secondo è quello di circondarsi di amici e di persone che ti possono sostenere nei momenti di crisi, perché la cosa peggiore è sentirsi soli: la preparazione deve sì essere individuale, ma non deve essere egoistica, nel senso che non devono mancare periodici momenti di confronto con altre persone che stanno preparando il concorso.
La consapevolezza di non essere soli e che esistono persone che stanno faticando come te per raggiungere il tuo obiettivo regala energie inimmaginabili!
Il terzo è quello di rimanere sempre aggiornati e di esercitarsi a scrivere temi, che però non siano eccessivamente prolissi.
Per quanto riguarda la preparazione, consiglio di ripassare le nozioni fondamentali delle tre materie degli scritti e di approfondire le questioni specifiche che potrebbero formare oggetto del tema.
Individuare quali questioni specifiche approfondire non è semplice, occorre prestare particolare attenzione ai temi di maggiore attualità, tenendo d’occhio i principali siti giuridici, con un occhio particolare a quelle questioni che implicano rapporti con il diritto comunitario e che sono maggiormente dibattute in dottrina e in giurisprudenza.
Per chi ne ha la possibilità e sente la necessità di un supporto nello studio, esistono anche dei corsi di preparazione al concorso di magistratura: iscriversi ad essi può certamente aiutare la preparazione, ma non sostituisce lo studio individuale.
Il consiglio che mi permetto di dare a chi vuole iscriversi ad uno di questi corsi è quello di non iscriversi ad occhi chiusi, ma di informarsi parlandone con chi li ha già frequentati e facendosi spiegare il tipo di approccio che viene seguito da chi gestisce questi corsi.

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